La cosa peggiore di quando affrontiamo un progetto con un cliente è sentirci dire: “secondo me…” e “a me piace…”. È vero che il sito è suo ed è lui a pagarlo ma, se vogliamo che il nostro lavoro non sia solo piacevole ma anche funzionante, si deve convincere di una regola fondamentale:
Non costruiamo il sito per lui, ma per il suo cliente che lo utilizzerà e di conseguenza genererà fatturato.
Per questo l’analisi del target prima di iniziare un progetto è uno step fondamentale.

“Non ha alcun senso realizzare una chiave e poi correre in giro a cercare un lucchetto da aprire.
L’unica soluzione proficua è trovare un lucchetto e poi modellare una chiave.
È più facile realizzare prodotti e servizi per clienti che vi proponete di servire piuttosto che trovare nuovi clienti per i vostri prodotti e servizi.”
Questa frase non l’abbiamo pensata noi (avremmo voluto tanto!) ma Seth Godin, uno dei pensatori di business più influenti nel panorama mondiale, autore di 18 best seller, in cui affronta temi tra cui la rivoluzione post industriale, il modo in cui le idee si diffondono, il marketing e la leadership.
Nella sua semplicità esprime un concetto fondamentale molto potente. In qualsiasi progetto di marketing l’utente è il centro di tutto. In fin dei conti il marketing non è altro che mostrare il prodotto al cliente che in quel momento ne ha bisogno. Se non sai chi sia il cliente e di cosa abbia bisogno, come fai a mostrargli il tuo prodotto?
L’analisi del target inizia immaginando il tipo di cliente che vogliamo servire evidenziandone alcune caratteristiche, per esempio:
- quanti anni ha?
- quali sono le sue abitudini?
- che interessi e passioni ha?
- quale è il suo reddito medio?
È molto utile dare al nostro target un’identità per renderlo più “reale”.
Immaginiamo ad esempio di voler costruire un e-commerce che venda prodotti per vegani.
Con un’analisi quantitativa della domanda possiamo capire che il nostro target è una donna tra i 25 e i 44 anni, ha uno stile di vita salutare, è appassionata di fitness e yoga, è istruita e ha un reddito medio-alto. Chiameremo il nostro target Chiara e l’abbineremo ad un’immagine per darle una vera identità.

Ora non ci resta che parlare a questa persona, interrogandoci su quali siano i suoi bisogni, come solitamente cerchi di soddisfarli e soprattutto come possiamo aiutarla a compensarli.
Al giorno d’oggi, grazie agli smartphone e ad internet, siamo sempre connessi e ogni nostro click lascia dei segni: sono tutte tracce che possiamo analizzare per aiutarci a definire meglio il nostro target.
La prima cosa che facciamo quando abbiamo un problema o un’esigenza è cercare su Google. Quando un argomento ci interessa e sentiamo di far parte di un gruppo di persone con bisogni simili facciamo parte di gruppi su Facebook o forum specializzati. Tramite gli hashtag su Instagram raccontiamo la nostra vita. Se vogliamo comprare un prodotto lo cerchiamo su Amazon. Se vogliamo imparare qualcosa magari guardiamo dei video su Youtube.
Tramite questi canali abbiamo una miniera d’oro di informazioni che ci permettono di offrire il prodotto migliore per i bisogni del nostro cliente ideale che sarà felice di acquistare da noi.
Hai mai analizzato il target per il tuo progetto?
Se non l’hai ancora fatto parliamone.